Cari NoVax, la vostra non è libertà.


di Alice Porta

Ogni volta che si parla di vaccino e dico la mia, vengo sempre accusata di non prevedere la libertà. Non intesa come libertà di espressione ma proprio come libertà di agire. O in questo caso di non agire. La libertà viene tirata in ballo in quanto diritto umano e come baluardo della democrazia, paroloni che stanno bene su tutto.

 

 

In realtà la scelta di non vaccinarsi non ha niente a che vedere con la democrazia. Democrazia significa governo del popolo, che lo esercita mediante rappresentanti, scelti tramite elezioni. Cosa c’entra tutto questo con ciò che si dice o con ciò che si fa? Nulla. Il punto è che di norma le democrazie occidentali moderne prevedono una serie di diritti, tra cui quello di esprimersi e di scegliere per se stessi. Però prevedono anche un sacco di doveri, cosa che di solito si dimenticano un po’ tutti.
È verissimo che la libertà è un diritto umano. Come tale è raccolto all’interno delle Costituzioni moderne. Stanno sempre tutti a ricordarcelo: l’art 32, che dice che non puoi essere sottoposto ad un trattamento sanitario se non vuoi. Tutti si dimenticano la seconda parte di questa legge: a meno che una disposizione di legge non lo preveda. Disposizione di legge = dpcm. Non la mia forma preferita di legge, bisogna dirlo, io sono parlamentarista, però tant’è.
Il punto è che la libertà giuridica, quella dei diritti umani, quella della democrazia e quella della Costituzione non è mica una libertà pura. Siete voi che vi siete confusi. È condizionata. Lo è sempre stata. Una libertà calmierata dal dovere di comportarsi bene, di essere solidali con gli altri, di seguire la legge. Anche questi sono tutti precetti scritti nella Costituzione. I diritti bilanciano i doveri; il singolo è limitato dalla collettività; il potere trova confini nella legge e così via.
–> In questo rientra un Governo che ti chiede di vaccinarti e ti lascia la libertà di scelta di non farlo ma la sottopone a dei condizionamenti. Non sei un criminale ma nemmeno puoi pensare di comportarti senza conseguenze, perché non è mai stato così. Può non piacere a livello filosofico, o potremmo preferire uno Stato che applica questo principio in modo meno ambiguo, più di polso; resta il fatto che è perfettamente democratico e Costituzionale.
Altrimenti perché avremmo le leggi? Potremmo svegliarci un giorno e decidere di ammazzare il nostro vicino, per una causa che a noi sembra validissima. Però non possiamo: la legge limita la nostra libertà. Il fatto che ammazzare ci sembri più grave di non vaccinarci rientra nella nostra percezione soggettiva ma la legge assume un atteggiamento invariato.
Entrambe le scelte sono libere.
–> Nessuno ti mette un chip nel cervello per impedirti di uccidere, è solo una legge scritta da qualche parte.
–> Nessuno viene a casa a siringarti, è solo una legge scritta da qualche parte.
Entrambe le scelte sono punite e condizionate, certo in modo proporzionale.
Se non stiamo parlando di legge, di Costituzione, di democrazia e di diritti umani, insomma di tutti questi ambiti dove la libertà nasce e viene definita, allora siamo altrove. In uno spazio personale, egoistico, soggettivo.
Allora non parlate di libertà. Quella non è libertà, è fare il cazzo che ci pare.
E non è lo stesso fottuto campo da gioco, non è lo stesso campionato e non è nemmeno lo stesso sport. (cit)
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