La legittima difesa spiegata a Salvini 5


di Alice Porta

Uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale di Matteo Salvini è stato il dibattito sulla legittima difesa.
Matteo Salvini in più di una occasione ha ribadito quanto segue:
“Se qualcuno entra a casa tua o nel tuo negozio e ti minaccia con un’arma o attenta alla tua incolumità hai diritto di difenderti sempre e in ogni modo” a LaNuovaSardegna
“Non ho un’arma ma ho un mattarello. Se fai il rapinatore o il ladro sai che corri qualche rischio. E se accadesse chiedo che lo Stato non mi persegua ma mi stia vicino. La persona per bene sono io” a Skytg24




La legittima difesa è disciplinata dall’art 52 del codice penale che afferma che chiunque può reagire per difendere un diritto proprio o altrui in caso di pericolo di offesa ingiusta, a patto che la difesa sia proporzionale all’offesa.
La legittima difesa è ciò che nel nostro ordinamento viene definito “una causa giustificativa”: ossia quando un qualcosa che sarebbe normalmente un reato viene scusato (giustificato) in presenza di una situazione estrema. Un po’ come dire: di norma dare un cazzotto a qualcuno non è possibile ma se sei in pericolo di vita allora non ti punisco. Reagisci e scappa a chiedere aiuto. PERO’ non ci devi prendere gusto!
Ed è proprio qui che casca Salvini, a cui sfugge (o forse risulta indigesto) il concetto di proporzionalità: la difesa deve essere sempre proporzionale all’offesa. Cosa vuol dire? Vuol dire che se qualcuno tenta di far male a te o a un tuo caro, in pubblico o presso il tuo domicilio, allora ti è sempre concesso reagire, anche se di norma l’uso della forza spetta unicamente allo Stato, per far fronte all’impossibilità di ricevere aiuto o all’estrema e imprevedibile ferocia del tuo aggressore. La tua reazione deve essere funzionale a salvarti la vita e concederti di fuggire e può anche avere conseguenze estreme: per esempio portare a lesioni personali o addirittura alla morte del malintenzionato che stava attentando in qualunque modo alla tua incolumità (necessità di difesa) o a quella di un tuo caro ( diritto di tutela). Esistono tuttavia dei limiti, che sono stabiliti dalla proporzionalità: se questi limiti vengono superati, cioè se la difesa è sproporzionata rispetto all’offesa, si cade nell’eccesso di legittima difesa (quello che Salvini vuole eliminare). La proporzionalità è data dai diritti che sono messi in gioco durante l’ipotetica partita tra aggressore e aggredito. In poche parole? Se cogli un ladro intento a trafficare nel comò di tua nonna e gli spari e lo ammazzi ecco che ci sarà eccesso di legittima difesa perché il diritto minacciato dall’offesa (rubare dei gioielli, quindi il furto) è meno grave, nel nostro ordinamento, del diritto in effetti leso della difesa (portare via la vita, quindi l’omicidio). Omicidio batte furto, è semplice no? A prescindere da cosa crede Matteo Salvini, la legittima difesa non annulla i reati messi in atto dall’aggredito per difendersi semplicemente li  valuta e li giustifica: il cittadino mai può sostituirsi allo Stato, può solo essergli concesso farlo in determinate circostanze ma questo non vuol dire che il suo comportamento non verrà valutato e giudicato, perché siamo tutti uguali davanti alla legge. Ogni atto messo in essere dall’aggredito deve essere quindi necessario e adeguato alla situazione: il ladro di gioielli in casa di nonna si potrebbe far fuggire sparando un colpo in aria o tirandogli qualcosa senza colpirlo, per indurlo a scappare o per fare sufficiente rumore tanto da far arrivare i soccorsi, che sono gli unici legittimati ad intervenire. E se però, nella foga del momento, esagero oppure fraintendo una situazione? Purtroppo il reato non potrà essere giustificato ma non essendoci dolo (cioè: non l’ho fatto apposta o premeditato) verrò punito per il reato in forma colposa.
Tutto ciò che viene tutelato o viceversa punito dal nostro ordinamento risponde a precisi diritti umani e del cittadino: per questo, a prescindere dall’opinione di Matteo Salvini, nessuna tutela del patrimonio o della proprietà privata potrà mai essere più importante della difesa del diritto alla vita che è concesso a tutti, anche ai ladri.

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5 commenti su “La legittima difesa spiegata a Salvini

  • Lorenzo

    E certo… Se mi entra qualcuno in casa lo intervista…. Scusi… Lei ha intenzione di ammazzarmi di botte stuprare mia moglie e Mia figlia o solo rubare tutto quello che può ed andarsene? No perché sa io ho una pistola ma non so se posso spararle… Devo prima sapere se la difesa è proporzionale all’offesa”

  • Florin

    1. Quindi devo aspettare che il malintenzionato mi ammazzi davvero, per essere sicuro, se no magari era in casa mia solo per darmi il bacino della buona notte.
    2. Se uno viene in casa mia e sono fortunato, me ne accorgo, lo faccio scappare ” tirandogli qualcosa senza colpirlo” ( questa frase fa veramente ridere). Ritorna però, 10, 15, 100 volte tanto il massimo che posso fargli e appunto ” tirargli qualcosa senza colpirlo”, una sera però non sono piu cosi fortunato, non me ne accorgo, quando mi risveglio sono legato e guardo uno con “diritto alla vita” che stupra e ammazza le mie bambine, la mia moglie e cosi via. Con chi me la devo rifare?

  • Luca

    A leggere questa roba sanguinano gli occhi….e parla uno che prima di votare Salvini brucerebbe la propria scheda elettorale. Ma come si fa a ragionare in questo modo?!?! Come si puó anche solo pensare di punire chi che sia per essersi difeso in casa propria?! Ora, capisco bene che per chi scrive il concetto di “proprietà” sia del tutto relativo e che nel suo mondo ideale la casa in cui vivo dovrebbe appartenere allo stato che evantualmente a sua discrezione potrebbe concedermi di viverci…..nonostante ció qui non parliamo di uno che mi tasta le tasche in autobus, qui si parla di qualcuno che rovista nel comó sí, ma all’interno di una mia proprietà. Chi mi entra in casa con la forza sta già facendo molto piú che derubarmi, é nella mia zona sicura, nel mio intimo e lí dentro anche rovistasse in un comó io non so cosa potrebbe fare…….e da lí, nonostante per il nostro sistema sia cosí, noi non partiamo dallo stesso grado di diritto. Chi mi rovista nel comó se io sparo in aria o gli tiro una madonnina in pasta di avorio sfiorandogli l’orecchio (perché guai a prenderlo sulla nuca, lui é in casa a rubarmi ma non mi ha mica toccato) puó reagire sparandomi a sua volta, io non lo so, ma io a differenza sua sono in casa mia……non sono andato a cercarlo per sparargli. Cosa c’é di cosí difficile da capire che se sento dei rumori di effrazione di notte e mi ritrovo una figura in corridoio io mi approccio a quella figura con i cuore a 3000 e il sangue negli occhi, e no non ho la “lucidità” di un blogger che scrive un articolo perché ha 5 minuti liberi, di qualche giudice fantasioso o semplicemente di un tizio in strada a cui hanno appena pestato un piede, e non ce l’ho perche lui é in casa mia, é già dentro di me. Non posso pensare di difendermi sperando che non si giri prima che parta il colpo, che in tasca abbia una pistola e non qualche pezzo di bigiotteria della nonna. Questa cosa, per chiunque non manchi di neuroni, ha un valore

  • Pietro

    Esatto ed io da Avvocato confermo TUTTO, ma Salvini si è rivolto a un pubblico IGNORANTE in materia ed è stato “premiato” dall’IGNORANZA in materia.

  • Massimiliano Cosmelli

    sono daccordo; legittima difesa implica che ci sia stata prima un’offesa alla quale reagisco difendendomi. L’offesa non puo’ considerarsi come potenziale, nel senso che io non posso difendermi da una situazione di potenziale pericolo per la mia incolumita’ o quella dei miei cari ma posso difendermi solo da un’offesa posta in essere ossia già in atto contro la mia persona o i miei cari. Solo in questo caso posso reagire anche uccidendo. Mi spiego meglio; perche’ si tratti di legittima difesa devo attendere che l’altro mi aggredisca. Non posso reagire prima di essere stato attaccato. Da qui l’esigua utilita’ di tenere un arma per la difesa personale; non la puoi usare prima di essere stato aggredito e se la usi a sproposito (ossia in caso di minaccia potenziale) vai solo che nei guai. Per essere piu’ chiari nell’esporre la questione, che piaccia o meno,faccio un esempio papale papale: posso solo sparare a uno che mi abbia gia’ accoltellato o mi stia per accoltellare in quanto ha già messo in atto tale azione e non se io penso che mi possa accoltellare. La legittima difesa si ha solo se si e’ stati attaccati e non se si immagina che si verrà attaccati. Quindi, si’, bisogna prima aspettare e accettare il rischio che l’altro possa colpire. Prima non si puo’ reagire. E quindi la legittima difesa in realta’ funziona solo in pochissimi casi fortunati, quando uno e’ Tex Willer oppure e’ fortunato, in tutti gli altri casi e’ meglio essere gentili coi delinquenti e che se la vedano poi le forze dell’ordine. Inoltre tenere armi in casa e’ una lama a doppio taglio; quand’anche gli italiani si armassero tutti quanti, i delinquenti si armerebbero di piu’ e meglio ..e sparerebbero prima. Questo e’ abbastanza logico dato che comunque i delinquenti ci saranno sempre e dovranno in qualche modo prendere le loro contromisure per continuare a delinquere..