La civiltà secondo Salvini


Matteo Salvini, giusto pochi mesi fa, ha emanato una circolare che impone ai prefetti di aumentare i controlli su tutti i luoghi di aggregazione di cittadini musulmani. Questo accadeva a seguito di alcuni attentati avvenuti nello Sri Lanka e che con i luoghi di preghiera in Italia non c’entravano assolutamente niente. Risultati dell’allerta salviniano? Pressoché nulli, almeno fino a qualche giorno fa, quando in una scuola islamica a Santa Croce sull’Arno due senegalesi sono stati (giustamente) arrestati  perché insegnavano il Corano a ragazzini tra i 7 e i 17 anni a colpi di bacchetta. Nessuno spazio agli estremisti, a chi predica odio, picchia, discrimina le donne. Siamo orgogliosi della nostra civiltà e la difenderemo a tutti i costi, ha subito dichiarato il Capitano e sulla prima parte della frase non si può che concordare. Sulla seconda invece, sull’orgoglio per la nostra (nostra di chi?) civiltà, forse vale la pena fare qualche considerazione.




Il più grande genocidio della storia recente è stato commesso nel 1994, in Ruanda: 800.000 vittime ad opera degli Hutu, di fede cattolica. Il Vaticano, oltretutto, nascose molti sacerdoti criminali in Europa, come, per esempio, padre Athanase Seromba che fece demolire con le ruspe una chiesa in cui aveva appena rinchiuso 2000 persone. Dopo la strage i monaci cattolici lo aiutarono a fuggire, cambiò nome, e se ne andò a fare il prete a Firenze. Poi c’è stata l’Uganda, dove l’Esercito di Resistenza del Signore, soldati fondamentalisti cattolici, hanno ucciso circa 20.000 persone e sono stati accusati di crimini contro l’umanità: torture, rapimenti, mutilazioni, stupri e schiavitù per scopi sessuali. Anche in centro Africa i massacri per mano dei cristiani contro le minoranze islamiche sono numerosi, uno su tutti quello attualmente in corso degli anti-Balaka, ma anche quelli dei Cristiani Maroniti contro i musulmani palestinesi e libanesi a Karantina (1500 morti) oppure a Tel al-Zaatar (3000 vittime), per non citare il noto massacro di Sabra e Shatila in cui furono torturati, stuprati e uccisi dai militari cristiani 3500 rifugiati palestinesi. Ci sono addirittura le foto dei cattolici che brandivano crocifissi durante il massacro. Ricorderete poi tutti Breivik che nel 2011 uccise 77 persone, autoproclamandosi “salvatore del Cristianesimo”. E forse rammentate anche Eric Robert Rudolph, membro del movimento cattolico Christian Identity, che fece un attentato alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996 con 111 feriti e un morto, poi mise tre bombe in altrettante cliniche per aborti nel 1997 e un’altra in un bar per lesbiche. Notevole anche Scott Roeder, che nel 2009 uccise George Tiller, medico abortista, e lo fece addirittura durante la messa. Stessa sorte toccò al medico Bayard Britton ucciso dal Reverendo Paul Jennings Hill, anche se il più noto in questo campo è James Charles Kopp, un vero serial killer di medici abortisti. Tutti più o meno legati al movimento terroristico cristiano “Army of God”. Ora, alla luce di questa nostra civiltà, mi domandavo se non sarebbe il caso di allertare i prefetti anche per i luoghi di preghiera cristiani. No perché sono piuttosto convinto che in capo a qualche mese un insegnante cattolico che mena (o magari un prete molestatore) lo si dovrebbe trovare. 

Ettore Ferrini

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