BASTA!


di Ettore Ferrini

Non vorrei parlare ancora di Israele però quel mattacchione di Benjamin ha scatenato un’altra guerra, così, per risultare più simpatico ha bombardato l’Iran. Come mai l’ha fatto? Perché potrebbero, attenzione al condizionale, fabbricare la bomba atomica. Quindi, non soltanto non ce l’hanno, ma dev’essere chiaro che lui ce la può avere e gli altri no. Primo giorno: subito spianato un ospedale pediatrico a Teheran, ormai Israele è diventato una malattia dei bimbi, tipo il morbillo o la rosolia, però nemmeno Pfizer ci può fare nulla. Menomale che noi ci abbiamo la Meloni – che ha subito chiamato Trump per sapere cosa dire – e ha chiarito che “l’Italia condanna il nucleare iraniano”. Il fatto che non esista è un particolare irrilevante. Crosetto invece ha detto che “in questo momento non serviva aprire altri fronti”, si vede che siamo già indietro con gli ordini delle armi per Gaza, diamogli fiato a ‘sti produttori.

Lo sapevate, per dire, che Leonardo e Fincantieri sono fra i maggiori esportatori di armamenti? Queste due società, solo in armi da guerra, hanno un fatturato di 14 miliardi, più del doppio di quanto investe lo Stato nelle università. Immaginatevi Valeria Marini con un fucile in mano. Ecco, quella è l’Italia. Ovviamente, parlando del bombardamento all’Iran, Il Giornale dice che è sacrosanto, che è “un avvertimento ai regimi, in nome della democrazia”, cioè, la democrazia sarebbe bombardare uno per fargli capire che è sbagliato bombardare. Come i preti che s’inchiappettano i bimbi per spiegargli che è peccato. Senti come frizza? Ecco, te ‘un lo rifa’. Ma a questo giro mi sa che non basteranno i 150 milioni di dollari stanziati da Netanyahu per la propaganda, e nemmeno quelli che gliela fanno a gratis, e infatti – udite, udite – Trump ha proposto Putin come mediatore fra Israele e Iran. Eh lo so, Putin sta alla pace come un pisano agli scogli, ma infatti già me lo immagino: “oh bimbi (non lo so come si dice bimbi in russo, abbiate pazienza), facciamo così: tutti i missili che ci avete, invece di lanciarveli fra di voi tirateli in Ucraina, chi fa più centri ha vinto”. Di sicuro farebbe più bella figura di Tajani che, ve lo giuro, in commissione esteri riunita di Camera e Senato ha detto queste testuali parole: “Ho parlato con i ministri di Israele e dell’Iran. E ho detto loro basta con l’escalation: all’Iran ho detto non reagite più, ho detto a Israele basta, fermiamoci qua”. Cioè, gli ha detto “basta”, capito? Porca miseria, ci fosse stato lui nel ’39 ci saremmo risparmiati un gran casino, chiamava un attimo Ribbentrop, il ministro tedesco degli esteri, e gli diceva “ora basta”. Se poi non la smetteva gli batteva forte il manico della granata sul solaio. Per granata intendo quella per spazza’ eh. Ma difatti a Danzica, quando hanno sentito Tajani che diceva “basta”, gli hanno proprio dedicato uno speciale: L’uomo che avrebbe potuto cambiare la storia. La gente che piangeva (in polacco) davanti alla televisione, è stato commovente. No, non lo so come si piange in polacco.

Chiudo con una riflessione un po’ più seria: qualcuno è davvero convinto che una qualsiasi guerra possa portare alla pace? Oppure Israele e i suoi amici (fra i quali noi, grazie alla Meloni) pagheranno nei prossimi anni con attentati terroristici? Perché quei pochi ragazzini salvi, ai quali abbiamo sterminato la famiglia e tolto una casa, domani saranno adulti. E non vedo perché dovrebbero ringraziarci.

Ettore Ferrini

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