Pontificando sul ponte – di Ettore Ferrini
Dato che abbiamo un governo di grandi menti(tori), come ormai saprete, ci siamo impegnati ad aumentare le spese militari fino al 5% del Pil annuo. Il problema è che Salvini si è categoricamente rifiutato di infilarsi un missile su per il culo, come gli era stato peraltro consigliato da illustri esperti di geopolitica. A quel punto, disperato, ha tentato di inserire il costo del ponte sullo stretto fra gli investimenti per la Difesa. E andava pure dicendo: “È un’opera fondamentale per lo spostamento delle truppe”, al che l’ambasciatore USA si è girato verso la Meloni e le ha detto: “Ma questo è ‘briaco o è nato proprio così?”, lei scuotendo il capo ha replicato “Non ho idea di chi sia” e la questione per fortuna è stata chiusa lì. Però il Ponte si farà lo stesso, ci taglieranno qualcos’altro, tipo la sanità, la scuola, la ricerca o qualche altra bischerata inutile e lo costruiranno. Avrà tre fermate della metropolitana: la prima si chiamerà “Auguri” e sarà collocata in corrispondenza della crepa più grossa, la seconda – intitolata al Duce – si troverà nel punto in cui il mare è più profondo per chi volesse buttarsi di sotto, e l’ultima si chiamerà Bel Fondale perché dai finestrini dell’auto (meglio non aprirli) si potrà ammirare gran parte della fauna marina del Mediterraneo. Come data ufficiale per l’inizio delle prime indagini (archeologiche e bonifiche) è stata scelta l’11 settembre perché portava bene e via, si parte. Ma sul serio? Certo che no. Infatti non esiste al mondo nessun progetto esecutivo di un ponte a campata unica di oltre 3 Km. E allora come hanno fatto? Semplice. Hanno eliminato la formulazione del progetto esecutivo come tappa obbligatoria dall’iter procedurale con il Decreto Infrastrutture di giugno 2024, sostituendola con una procedura a “fasi costruttive”, cioè, in pratica si comincerà a costruire il Ponte senza sapere come sarà l’opera finale. Un po’ come iniziare a farsi una sega e sperare che finisca con un’orgia. Ah, a proposito di orge, Marta Fascina (l’ultima fidanzatina di Berlusconi) quando ha letto la notizia ha postato una foto di Silvio con la scritta “Era il tuo sogno”, riferendosi – immagino – ai grossi piloni in cemento armato sempre utili a Dell’Utri e infatti, da lì sopra, fateci passare di tutto ma i magistrati no. È un consiglio, poi fate come vi pare. O magari la verità è più semplice: lei per anni gli aveva chiesto qualcosa di grosso e di lungo e lui voleva regalarglielo. L’opposizione chiaramente dice che è uno spreco di tempo e di soldi, come se finora lo stipendio di Salvini fosse stato invece un investimento. Ah, già che si parla di tempo: quando sarà pronto? Si mormora per il 2032-2033. E se i tempi saranno rispettati come quelli per la Salerno-Reggio Calabria, credo che nel frattempo il CERN di Ginevra avrà inventato il teletrasporto tipo Star Trek facendolo pagare pure di meno. Ma il teletrasporto potrebbe incepparsi, invece – rassicura Salvini – anche se arrivasse una scossa di terremoto fortissima, raderebbe al suolo tutte le città ma lui, gigantesco e indistruttibile, rimarrebbe in piedi. Che è una dichiarazione geniale se ci pensate, perché significa che ai messinesi piuttosto che nelle loro case converrebbe abitare sopra quel ponte, e nel frattempo, con quello che costerà, probabilmente andremo tutti a vivere sotto a un altro.
Ettore Ferrini



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