Finalmente la destra!


In questi ultimi cinque anni abbiamo visto: l’abolizione dell’articolo 18, i voucher, lo sfruttamento legalizzato degli studenti da parte delle multinazionali chiamato eufemisticamente “alternanza scuola/lavoro”, il decreto Minniti che abolisce un grado di giudizio solo per i migranti perché – si sa – vanno aiutati a casa loro per evitare un “disastro etico, politico e sociale” (cit. Renzi), la legge che consente di sparare a chi entra nella tua proprietà, abrogare la tassa sulle imbarcazioni oltre i 14 metri, gli stupri “moralmente più riprovevoli se praticati da stranieri” (cit. Serracchiani), interventi di salvataggio delle banche senza mai punire i responsabili dei fallimenti e sentito la costituente Boschi dire che “a Berlinguer preferisco Fanfani” (firmatario del Manifesto della Razza). Abbiamo visto partorire una legge elettorale ipermaggioritaria che perfino Valeria Marini avrebbe percepito fin da subito come incostituzionale, il Fertility Day coi suoi bei volantini razzisti, la legge sul reato di omofobia ferma in Senato per tutta la durata della legislatura e una legge che discrimina ufficialmente le coppie omosessuali relegandole di fatto a unioni di serie b. I bonus farlocchi al posto del rinnovo dei contratti nazionali che qualcuno ha dovuto perfino restituire, il ricatto della responsabilità civile dei magistrati e la legge sulle intercettazioni, sgomberi violenti, la sindaca PD che ha aumentato le tasse a chi ospita i profughi, gli accordi per i rimpatri con i peggiori dittatori e con i paesi in cui si praticano torture e pena di morte.




Ecco, considerate che questo era il “centrosinistra”. Ora invece proveremo a fare qualche politica di destra, giusto per vedere se le cose andranno un pochino meglio. Finalmente un governo che pensi alle imprese e non sempre ai lavoratori, un governo che privilegi gli italiani, che non si pieghi alle pretese delle minoranze (i bambini ai gay? Ma scherziamo?), che ridimensioni lo strapotere della magistratura e aiuti piuttosto i cittadini a difendersi. Insomma qualcosa di totalmente nuovo, che spezzerà la continuità di quel regime comunista che fino ad ora ci ha impedito di spiccare il volo. È l’ora di virare a destra, è l’ora del “governo del cambiamento“, come lo ha definito Di Maio, e con chi vuoi farlo se non con la Lega? Un partito che negli ultimi vent’anni ha sostenuto quattro esecutivi Berlusconi e perfino quello di Dini? Preparate i popcorn.

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