Siamo Franchi


di Ettore Ferrini

Di recente ha sollevato molte polemiche l’intervista di una stilista, tale Elisabetta Franchi, che ha dichiarato di assumere solo donne over 40. E non intendeva la taglia, parlava dell’età. Insomma, vuole circondarsi di sole donne mature, praticamente una Villa Certosa al contrario. E perché questa scelta? Perché se manca l’aria condizionata negli uffici può dare la colpa alla menopausa?

 

 

No, il problema secondo lei è che le donne giovani potrebbero restare incinte (sì, si scrive al plurale perché è il participio passato di “incingere”, e anche oggi il Ferrini v’ha insegnato qualcosa). Ma torniamo a noi: “Preferisco le quarantenni perché” – cito testualmente – “a quell’età una donna se doveva sposarsi si è già sposata, se doveva far figli li ha fatti, se doveva separarsi ha fatto anche quello e quindi è tranquilla e lavora h24″. La parte divertente di tutto questo è che lei si è sposata con l’attuale marito dopo i quarant’anni e ci ha fatto un figliolo a quarantacinque, quella che invece non fa ridere per nulla è che Mattarella l’abbia nominata Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Una che parla di “lavoro h24”. E c’è da crederle eh, perché a confermarlo ci sono vari dipendenti che sostengono di essere stati obbligati a fare minimo otto ore di straordinari, pena una lettera di richiamo. Del resto quando in Italia dici “cavaliere” te ne viene subito in mente uno, quello che s’è costruito il mausoleo. E poteva Elisabetta Franchi essere da meno? Certo che no, infatti anche lei si è già comprata “una casa per l’aldilà” – parole sue – una cripta da dodici posti che ha pagato centomila euro. Non so cosa intenda farci ma il sospetto che voglia seppellirci la dignità dei lavoratori è piuttosto forte, tant’è che il Tribunale di Bologna ha appena condannato la sua azienda per comportamento antisindacale. Chiaramente, come l’omologo di cui sopra, anche lei sostiene di essere stata fraintesa, ma intanto le sue parole hanno fatto il giro del web: “Noi donne abbiamo un dovere nel nostro DNA: i figli li facciamo noi ed il camino in casa lo accendiamo noi, è una grande responsabilità”.

 

E in effetti non è mica facile spaccare la legna, poi la diavolina puzza da fa’ schifo, vabbè… puoi sempre comprarti il camino a pellet, però dai, siamo sinceri, fa tutto un altro effetto. Ad ogni modo, secondo lei una donna che mette al mondo un figlio poi “sparisce per due anni”, cosa che lei evidentemente non ha fatto (e ne ha partoriti due) ma soprattutto: da quand’è che il congedo di maternità dura due anni? Io a quell’età m’ero bell’e stufato delle puppe della mi’ mamma e guardavo già quelle dell’altre donne. Insomma, se questi son gli esempi da seguire nel mondo del lavoro, i giovani hanno poco da stare allegri. Io? Che ci combino io? Io lavorerei anche… ma chi ce l’ha il tempo?

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