Ettore Ferrini


DirETTORE Editoriale

Ettore Ferrini nasce, e già questo costituisce una gravissima violazione dei suoi diritti perché ciò avviene senza preavviso e fra l’altro alle tre di notte, ché uno a quell’ora -se permettete- gli potrebbero anche girare i coglioni di dover uscire. Per fare cosa poi? Una sega. L’ospedale era freddo, fuori nevicava e c’erano già quelle odiose decorazioni natalizie a fargli capire fin da subito che il mondo non aspettava affatto lui, ma quest’altro tizio che in teoria doveva nascere il 25. Il Ferrini detesta con tutte le sue forze ogni tipo di icona, sia essa politica, religiosa,del mondo dello spettacolo e anche quelle sul desktop. Non è mai stato iscritto (e con ogni probabilità mai lo sarà) ad alcun partito, poiché fondamentalmente non crede nelle persone, giungendo talvolta perfino a dubitare della propria esistenza. Dal 2010 collabora con il Vernacoliere nel quale cura la rubrica “Pensieri in ironia” oltre a produrre delle volgarissime elaborazioni grafiche con il suo personal computer a pile, fra le più note: Famiglia Padana e La Torre di Grillo. Il suo primo libro “Non ho niente contro i preti… altrimenti l’avrei già spruzzato dappertutto” non ha vinto un cazzo-nulla esattamente come il secondo “Il Sacro & il Propano”, scritto insieme a Gabriele Moretti. Stesso dicasi per l’e-book Linkoglioniti e per il dizionario satirico dei film Cinemaialate, scritto con Claudio Marmugi e presentato al Lucca Comics. Di lui è stato detto di tutto: che è bello, che è fascista, che è un troll, che è benestante, che è berlusconiano, che è pagato dal PD, che è un genio. Ne avessero indovinata una.