Le responsabilità dei negazionisti


di Ettore Ferrini

L’io diviso è un saggio scritto da Laing, psichiatra e filosofo scozzese negli anni ’50. Fra i vari concetti espressi nel libro ce n’è uno che mi pare di estrema attualità: il falso io. Fra le persone normodotate è un sistema di autodifesa che viene applicato nei momenti di forte stress, per esempio in prigione. Si immagina o si sogna di essere altrove, in sostanza si cerca una via di fuga interiore dalla realtà che ci opprime, pur restando consapevoli della propria condizione. Nello schizoide invece quest’ultimo processo è alterato, per rifugiarsi dalle situazioni dolorose o insopportabili è portato a credere e a percepire il mondo esterno come irreale; il suo cervello gli ripete che non può essere vero, che non sta capitando a lui. In questo modo egli nega la realtà, ma lo fa per difendersi. Alla base dell’attuale negazionismo sul Covid, probabilmente c’è la stessa spinta: rigettare una verità che non si ha il coraggio né la forza di affrontare. Personalmente posso anche spingermi a capire questo meccanismo di rimozione freudiana, ognuno ha il proprio modo di reagire alla paura, c’è chi lo fa diventando paranoico, chi invece cerca di minimizzare, e chi appunto – terrorizzato – giunge perfino al diniego assoluto. C’è un problema però: chi da mesi sta continuando a dire che “il virus ha perso forza”, che “non circola più”, o che è “clinicamente morto”, ha delle responsabilità. Soprattutto se è un personaggio che ha un certo seguito, in tv, sui giornali o sul web. La responsabilità di aver diffuso l’idea, soprattutto fra le persone più semplici, che in fondo questo virus non è poi così pericoloso, altrimenti – così ragionano in molti – il coro sarebbe unanime. Nessuno va in giro a sostenere che fumare non danneggi i polmoni o che l’alcool faccia bene al fegato, invece per questa pandemia c’è un contraddittorio e il fatto stesso che esista li autorizza a dubitare, insomma, come avviene per gli schizofrenici: forse il mondo là fuori non è reale. Eppure le evidenze scientifiche di cosa provochi il Sars-CoV-2 ci sono, e sappiamo anche esattamente come si propaghi, tuttavia c’è in giro una gran voglia di negare, di ridimensionare, di dare dei fifoni a chi semplicemente cerca di tutelare se stesso e gli altri. Questi personaggi, più o meno famosi ma di sicuro pericolosi, vengono poi ovviamente cavalcati dalla solita destra populista, che urla alla dittatura sanitaria, alla soppressione delle libertà individuali, allo stato di polizia, di fatto avvalorando tèsi scriteriate di complotti mondialisti che puntano non si sa bene ad ottenere cosa. Quando e se questo incubo sarà finito, tali soggetti andrebbero processati come responsabili di tutti quei morti che per ingenuità o per paura della realtà hanno creduto alle loro cazzate.

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