È la tua religione, non la nostra. 1


C’è una cosa che proprio non sopporto delle tante (troppe) destre che ci sono in questo Paese: questi tizi che hanno il vizio di parlare sempre a nome mio, specie sotto Natale. La “nostra” religione, la “nostra” cultura, le “nostre” tradizioni. Che poi è un po’ come se io dicessi che avete rotto i “nostri” coglioni. Io posso parla’ dei miei, mica di tutti gli altri.

Infatti codesta è la “tua” religione, e di conseguenza sono le “tue” tradizioni. Sei tu quello che si riconosce nel cattolicesimo, e infatti non ti sarai mai masturbato, sicuramente non hai avuto rapporti prematrimoniali e dopo esserti sposato avrai fatto sesso solo per procreare. Come se ti vedessi. Sei tu quello che non ha mai contaminato il proprio corpo col fumo, che non si ubriaca e che non ha mai usato droghe di nessun genere, proprio come raccomanda la Bibbia. E sei sempre tu ad osservare i vari precetti andando regolarmente a messa, confessandoti e praticando il digiuno e l’astinenza nei giorni della quaresima. Ma soprattutto sei tu a credere alla natura divina e all’infallibilità del Papa, quindi se lui vuole lo Ius Soli e parla di accogliere e proteggere i migranti in teoria dovresti volerlo anche tu. Altrimenti quale religione e quale cultura stai difendendo?

Io invece so’ una bestia, mi so’ sbriciolato di seghe su Postalmarket, ho fatto più cannoni io della Beretta, il digiuno ‘un l’ho mai rispettato nemmeno per la gastroscopia e in chiesa se c’entro come minimo piglio fòo. Ma come? Rifiuti perfino qualche centesimo fuori dal supermercato, eppure è stato il tuo Cristo ad insegnare l’importanza delle elemosine, mica Marx. No, no, è inutile che t’incazzi: innanzitutto perché secondo la tua religione l’ira è un vizio capitale e poi perché mica sono io quello che vuole appenderlo in tutti gli uffici. Sei te! E no, non puoi nemmeno bestemmiare. Anche quello lo posso fare solo io, e se ti vergo una labbrata (e ce n’avrei parecchia voglia) devi pure porgermi l’altra guancia. Due miliardi e mezzo di euro in cibi e bevande consumati a tavola tra il cenone della vigilia e il pranzo di Natale (dati Codacons), tre miliardi e 350 milioni in regali (dati Federconsumatori) però “non possiamo accoglierli tutti perché non c’è abbastanza neanche per noi”? Ma siete seri? Ce lo vedete Gesù briào di strizzo che balla Despacito e dice “prima i palestinesi”? Ma io mi tasto se ci so’.

Ecco, vedi, se tu fossi un cinico materialista che a Betsaida i due pesci se li sarebbe ingoiati vivi con tutte le lische ti potrei anche capire, ma invece mi vorresti far credere che “la tua cultura” è quella di dividerli e di mangiarci in cinquemila. In cinquemila! Che poi io voglio spera’ che fossero almeno du’ belle cernie, perché se erano du’ tracine te lo immagini povero Pietro a sporzionalle? Con San Tommaso sempre lì a dirgli: “oh, se non lo vedo ‘un ci credo”. Ora mi vieni a dire che non vuoi dividere nulla con nessuno quindi il tuo mito personale, che guai a chi te lo tocca, alla fine assomiglia più a me che a te. Buffo no? E infatti mentre tu sei lì che fai il presepe, la raffigurazione di una famiglia di profughi, e parli di carità e di compassione, io mica vado a dire in giro di essere come Cristo, anche perché sennò sarei Celentano. No, io mi limito a fare il possibile per non rompere i coglioni al prossimo, e soprattutto non parlo mai a nome degli altri: io ho la “mia” cultura, i “miei” valori, le “mie” abitudini e non voglio convincere nessuno. Se poi quando arrivo di là ci sarà davvero Gesù, qualcosa m’inventerò. Se invece c’è Celentano gli dirò che ci ho provato… ma il treno dei desideri, nei miei pensieri all’incontrario va.

Ettore Ferrini

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