L’importanza di Halloween in uno Stato cattolico 3


di Alice Porta

Sono nata e cresciuta in campagna, in un Piemonte profondamente rurale. Un’infanzia di mucche, grano e Alpi sullo sfondo. Oggi che il clima è cambiato, e oltretutto mi sono trasferita sul mare, mi manca il passaggio un po’ brutale delle stagioni. Quando ero bambina osservare fuori dalla finestra la terra e il cielo che mutavano era una certezza ma era anche istruttivo: i colori, l’odore del cielo che cambiava a seconda della pioggia o della neve che sta per cadere, la posizione delle stelle, mi davano più informazioni di quante io ne potessi cogliere, l’imparare avveniva inconsciamente. Mi piace vivere in città e non sono di certo una tipa naturalista ma sarebbe stupido negare che la Natura impartisce la più crudele e necessaria delle lezioni: le cose viventi prima o poi muoiono.  In campagna si impara la morte sin da bambini, tutto si spegne sotto i nostri occhi: gli animali, le piante, persino il cielo, senza interferenze di luci e nell’aria pulita, muta in grigio e in azzurro, vestito di notte o di giorno.




Ho studiato in scuole cattoliche per molti anni, frequentato il catechismo per più di un decennio, ho studiato di nuovo le religioni monoteiste all’Università, e presto mi sono resa conto che c’era qualcosa di dissonante tra la religione e la natura. Ciascuno di noi sa che il cattolicesimo ha rubato molto dalle feste pagane, le ha trasformate in qualcosa di adatto per sé ma così facendo le ha snaturate, privandole di preziosi insegnamenti. Il delitto più grande è stato quello di cambiare il senso della morte. La morte è diventata un passaggio, quasi una  benedizione perché ti concede di entrare in una sorta di sospensione, di limbo, in attesa del giorno in cui risorgerai con il corpo, tale e quale a come sei oggi. L’ho sempre trovata una cosa triste. Spero che le persone a me care non stiano come spettri ad osservare tutto il giorno una vita che più non gli appartiene, dal divino spioncino. Mi piace pensare che la loro energia si sia trasformata, che siano un po’ ovunque, come succede alle foglie che diventano terra o ai cuccioli che hanno lo sguardo dei loro padri.  Mi piace anche ricordarle, le persone che non ci sono più: tornano, di quando in quando, come fantasmi con i ricordi e gli insegnamenti.

Ecco perché mi piace Halloween e perché credo, pur essendo atea, che osservare e festeggiare il passaggio delle stagioni possa avere un senso, soprattutto per i bambini.

Le feste contadine servivano a questo, erano basilari, materiali ma in sé contenevano gli insegnamenti sulla vita e sulla morte da dare ai piccoli. Capisco perché la Chiesa le abbia sempre osteggiate, definendole pagane: un modo elusivo, in origine, per bollarle di stupidità, con sufficienza, perché riferite ad un mondo antico, semplice, in contrasto con tutte le immagini e le sovrastrutture dorate della fede cattolica che si era imposta. Capisco perché la Chiesa le osteggi ancora adesso. Viviamo in un mondo dove la morte è una punizione, per essere ribelli o per aver commesso un delitto, mentre la religione la propone come un evento provvisorio, che non ci permette di staccarci da chi amiamo, in attesa di un qualcosa che nemmeno sappiamo se esiste. Ecco perché nonostante tutto abbiamo ancora paura di morire.

La morte non è qualcosa di buono o cattivo, noi gli abbiamo dato questo significato; invece essa semplicemente è, esiste, fa parte del ciclo naturale delle cose, come la vita.

Credo davvero che ai bambini serva questo, senza Dio o diavoli, solo osservare la natura e festeggiare ciò che di ancestrale c’è ancora in noi, anche nella morte, perché così potranno davvero apprezzare la vita.

Se la Morte torna ad avere quel valore necessario, definitivo e sereno che ha sempre avuto allora anche la Vita avrà maggiore significato: tutto rinasce ma niente risorge, perché è la Vita ad essere eterna non i singoli esseri viventi ed è per questo che la Vita va difesa, sempre e di chiunque.

E questo ha poco a che fare con la divinità, si tratta di Umanità.

 

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3 commenti su “L’importanza di Halloween in uno Stato cattolico

  • Michele Igino Sordo

    Bello lo scritto, è così la natura come la si vede, non cerca spiegazioni. Halloween non mi è mai interessato, però visto così ha il suo fascino. Bello vedere cose da angoli diversi.
    Michele

  • Giuseppe Bellamoli

    Notevolissimo articolo, scritto con spiazzante profondità e carico di una sua poesia davvero di valore.
    Alice Porta, per il nulla che vale la mia opinione Lei ha davvero del talento: ho letto degli altri Suoi scritti e credo di essere davvero molto distante dalla Sua visione politica ma mi piacerebbe molto un giorno trovare il Suo nome sulla copertina di un libro e leggerlo con gioia.
    I miei migliori auguri,
    Giuseppe Bellamoli

  • Lucio Crusca

    Gli atei annoiano perché parlano sempre di Dio. Come tutti sappiamo non è una frase mia, ma più atei conosco, più mi rendo conto di quanto sia vera.