Quale sinistra?


Qualcuno vorrebbe cambiare nome al PD, altri vorrebbero cambiargli lo statuto altri ancora sostengono che bisognerebbe cambiargli il leader.




Dovrebbe tornare Renzi, no meglio Calenda, anzi, la Boschi. Insomma a nessuno piace così com’è ma intanto restano tutti lì. È un po’ come quando ti dimentichi il sale e la pasta fa caà, provi ad aggiungercelo dopo ma fai peggio perché non si scioglie, allora ci metti un filo d’olio, la mescoli, ma ner frattempo s’è diacciata, sicché la scaldi e ti s’attacca ar tegame, cerchi di prende’ quella sopra sopra ma ti casca in terra e non avevi nemmen spazzato. O ‘un facevi prima a falla da capo? E ‘nvece ti ci fissi, la devi recuperà per forza. Bisogna aprire, far entrare tutti, superare i concetti di destra e di sinistra e creare un grande centro, un bel centro… commerciale. Sì, insomma, un PD che si ispiri all’Ipercoop: quei posti dove uno entra che non ha bisogno di nulla e finisce che si porta a casa un monte di troiai, ci ha rimesso tutto quello che aveva e giura di non tornarci più. Il fatto è che i partiti son fatti prima di tutto di persone e chi vent’anni fa voleva fa’ la rivoluzione contro Rete 4, ora ha duecento canali di Berlusconi memorizzati: dal 20 a Mediaset Extra, da TgCom24 a Iris e al posto di Santoro guarda i programmi di cucina. Il partito è cambiato perché siete cambiati voi ed è inutile che cerchiate di aggiungerci il sale dopo, tanto ormai la pasta ‘un sa più d’una sega. Ed è tempo perso anche paragonarsi ai Cinque Stelle per sentirsi meglio, dice: ‘sta pasta è sciocca però dé, se ci mettevo lo zucchero era peggio. Fa schifo uguale eh, non è che ti inseriscono sul Gambero Rosso, che per inciso sarebbe l’unica cosa rossa che avreste. Qualcuno mi dice che sono estremista, ecco io quelli li ammazzerei tutti, così, per dimostrargli che non è vero. Eppure è semplice: se abbiamo la destra è perché abbiamo scelto di non andarle contro ma incontro, e allora invece di pensare alle cazzate create una sinistra seria. La “Lega Nord per l’indipendenza della Padania” (sì, sullo statuto si chiama così) ha preso il 23% a Taormina. A Taormina! Vi sembra che ai siciliani gli sia importato di come si chiamasse? O che il leader fosse uno che li chiamava terroni fino a due giorni prima? Non mi pare. La Lega vince perché ha le idee chiare, magari poche, sicuramente di merda, però chiare. Chiunque è in grado di comprenderle. E questo era esattamente ciò che faceva la sinistra in Italia: parlava agli operai, ai pensionati, ai disoccupati, e tutti potevano capirla. Voi non siete più in grado neanche di capirvi fra di voi.

Ettore Ferrini

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