Sì, ho paura. Ma devono averne anche loro.


Sì, ho paura. Ma devono averne anche loro.
Negli ultimi giorni si stanno moltiplicando gli episodi in cui Salvini maltollera le contestazioni, pur trattandosi di gesti assolutamente legittimi e del tutto spontanei, cioè non orchestrati dall’opposizione (magari!).




Ricorderete lo striscione fatto togliere alla signora anziana di Salerno “Questa Lega è una vergogna”, frase che peraltro è tratta da una delle più famose canzoni di Pino Daniele:

ma anche la ragazza che fingendo di volersi fare un selfie col Ministro gli chiese “Non siamo più terroni di merda?”, al quale venne sequestrato il cellulare.

 

A questi si aggiungono, recentissimi, un altro striscione rimosso a Bergamo per la semplice scritta “Non sei il benvenuto”:

e soprattutto i due fidanzatini di Settimo Torinese, portati via con la forza, fotosegnalati e messi sotto interrogatorio.

Cosa sta succedendo a quella che pareva una perfetta macchina del consenso? Niente che non fosse previsto. In realtà queste dimostrazioni muscolari non fanno che consolidare presso il suo elettorato l’immagine che già ha di uomo forte al comando, e in questo quadro va inserito anche il comizio dal balcone di Forlì (già utilizzato da Mussolini) nonché le tante divise che regolarmente indossa e le foto con le armi. Sono tutti gesti estremamente semplici da capire, fortemente evocativi, che richiamano palesemente il fascismo ma che – attenzione – non lo rendono agli occhi degli italiani un potenziale dittatore, di quelli realmente pericolosi per la democrazia. No, in realtà, tutto questo viene percepito come “carattere”, “polso”, da contrapporre alla moscia inconsistenza dei suoi avversari (quali avversari? verrebbe da chiedere) e in più, come riflesso pavloviano ottiene anche le reazioni televisive più o meno piccate dei suoi detrattori che finiscono per assomigliare sempre di più allo stereotipo del buonista radical chic da salotto tanto caro alla narrazione leghista. Ecco, personalmente – per citare un’altra canzone – non mi lego a questa schiera. Per ciò che mi riguarda se questo sentimento sempre più diffuso di odio verso gli ultimi, intolleranza alle critiche e adorazione verso il Capo dovesse continuare a manifestarsi in modo violento, dovremmo prendere in seria considerazione una nuova Resistenza. Non potremo rispondere ai fermi di Polizia, alle censure o ai manganelli alzando le spalle e aspettando che passi, perché non passerà. C’è bisogno di riempire di nuovo le piazze, di non lasciarli soli quei ragazzini che lo vanno a contestare. Io non so di preciso cosa stia facendo in questo momento quella che qualcuno si ostina a definire “sinistra” ma di certo non ha la stessa percezione di pericolo che ho io. Noi abbiamo il dovere di muovere il culo, adesso, se non altro per differenziarsi da loro; dai tanti sudditi che in ogni epoca hanno vestito l’abito cortigiano sollevandosi da ogni responsabilità per demandarla al Re, al Duce o al Capitano di turno.

Ettore Ferrini

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