Sapete chi è questa ragazzina? 2


Sapete chi è questa ragazzina?




Il suo nome Saamyia Yusuf Omar.  È nata a Mogadiscio, nel 1991, e vi assicuro che non c’era periodo e luogo peggiore per venire al mondo. Suo padre venne infatti ucciso da un proiettile al mercato e sua madre fu così costretta ad andare a lavorare. Lei, nonostante fosse giovanissima, dovette dunque abbandonare gli studi per occuparsi dei suoi cinque fratelli. Saamyia però ha una grande passione: correre. Il suo idolo è Mo Farah, un mezzofondista di origine somala come lei, ha la sua foto appesa in camera ed è convinta che un giorno anche lei diventerà famosa e potrà rappresentare orgogliosamente il suo paese. Per questo, quando può, cerca di allenarsi ma non è così semplice; le strutture sportive sono poche e quasi tutte semidistrutte quindi decide di farlo per strada. Anche questo però rappresenta un problema, perché gli integralisti islamici non vedono affatto di buon occhio le donne che praticano sport, specialmente se indossano pantaloncini o tute attillate. Lei però decide di rischiare, di inseguire il suo sogno, e nonostante le pressioni e le minacce partecipa a tutte le gare per dilettanti somale, vincendole. È il momento di fare il salto, di passare alle gare per professionisti. A 17 anni decide così di partecipare ai campionati africani di atletica leggera. Arriva ultima ma non le interessa, è fiera di aver rappresentato la sua Somalia, compito che le verrà assegnato anche alle Olimpiadi di Pechino, dove corre per i 200 metri piazzandosi nuovamente ultima. Magrissima e povera, con un paio di scarpe che le erano state regalate dalla squadra del Sudan, viene incredibilmente applaudita da tutti, come se la vera vincitrice fosse stata lei. Tornata al suo paese la situazione è addirittura peggiorata, lo sport è stato tassativamente proibito dal regime e lei finisce in un campo profughi. Saamiya deve scappare. Viaggia attraverso il deserto, l’Etiopia, il Sudan e infine la Libia. Il suo intento è arrivare in Europa, dove poter trovare un allenatore che la prepari per le Olimpiadi di Londra. Adesso voi vi aspetterete il lieto fine, quello dei film americani, nei quali chi crede in ciò che fa e lotta contro tutto e contro tutti alla fine ottiene sempre il successo, la gloria. Il mondo reale però è un’altra cosa.

Saamiya muore annegata, a largo di Lampedusa. Aveva 21 anni.

 

Ettore Ferrini

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