Legittima difesa: vi prendono per il culo


Infine, il cosìddetto “Governo del Cambiamento”, è riuscito davvero a cambiare qualcosa: mi riferisco alla riforma sulla legittima difesa.




Il testo, approvato dai cowboy gialloverdi, introduce tre novità, due delle quali al testo dell’articolo 52 del codice penale. La prima stabilisce che d’ora in avanti in casa o sul luogo di lavoro la proporzionalità tra offesa e difesa sussiste “sempre” (la modifica è l’aggiunta dell’avverbio “sempre”, poi uno dice che le parole non uccidono); la seconda è l’aggiunta di un nuovo comma, il quarto, che stabilisce che la difesa è “sempre” (rieccoci) legittima quando si respinge un’intrusione attuata “con violenza o minaccia”.
La terza, invece, riguarda l’articolo 55 e abolisce il concetto di “eccesso di legittima difesa” per chi si è difeso in casa propria. Insomma, l’intento è chiaro: se vi sentite in pericolo sparate pure. Il che, capirete, apre un dibattito piuttosto interessante su cosa possa essere considerato minaccioso e cosa invece no, ma soprattutto – almeno alle persone di buon senso – fa sorgere una domanda: i reati per cui è prevista la legittima difesa sono aumentati? La risposta la trovate in questo grafico dell’ISTAT:


Ma secondo l’ISTAT non sono soltanto le vittime ad essere drasticamente calate ma proprio le rapine nei negozi: da 8.149 nel 2007 a 4.848 nel 2016.
Quasi la metà. Eppure a ben vedere un fenomeno preoccupante c’è davvero. Ogni anno, in Italia, vengono assassinate fra le 100 e le 150 donne (circa una ogni 72 ore) e un terzo di esse viene ucciso da persone in possesso di regolare porto d’armi. Se dunque esiste un’emergenza a cui far fronte è proprio quella relativa alla cultura delle armi, che purtroppo si sta diffondendo fra le nuove generazioni. E cosa c’è di meglio, allora, che allargare lo spettro delle situazioni in cui è lecito sparare? Cosa c’è di più salutare che incoraggiare le persone a procurarsi un’arma? Quando poi, fra un selfie e l’altro, capirete che vi stanno prendendo per il culo, fate un fischio.

Ettore Ferrini

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