C’era una volta il M5S 5


C’era una volta un regolamento che vietava agli eletti del M5S di andare in televisione ma poi, senza mai fare una votazione a riguardo, Grillo decise di cambiarlo e ci siamo ritrovati Di Battista e Di Maio anche nelle puntate di Peppa Pig.




Era lo stesso regolamento che vietava di espellere parlamentari senza la ratifica della “Rete” ma poi Grillo decise di non rispettarlo e fece fuori Iannuzzi senza chiedere niente a nessuno. C’era una volta un regolamento che non prevedeva nessun “Direttorio”, ma poi Grillo decise di modificarlo e scelse alcuni fra i suoi fedelissimi, il tutto rigorosamente senza far votare i propri elettori. C’era una volta un regolamento che prevedeva che i candidati fossero scelti dalla Rete ma poi a Grillo non piacque la Cassimatis e se se ne fregò altamente del volere degli iscritti. C’era una volta lo slogan “uno vale uno” ma poi arrivarono le multe di 100.000€ ai cosìddetti traditori. C’era uno volta lo streaming e non c’è più. C’era una volta il “non faremo nessuna alleanza”, salvo prima finire con il peggior xenofobo al Parlamento Europeo e poi anche in quello italiano. C’erano una volta gli scontrini, i rendiconti pubblici fino all’ultimo euro, ma non ci sono più. C’era una volta Di Maio che intimava ad Alfano di dimettersi perché semplicemente indagato ma poi arrivò il nuovo codice etico per parare il culo alla Raggi. C’era una volta la lotta per un “parlamento pulito” e adesso si vota per impedire il processo di un ministro, fra l’altro segretario d’un partito che ha rubato 49 milioni di euro ai cittadini.
Insomma: c’era una volta il Movimento Cinque Stelle.
Un aggregato disomogeneo che però restava coeso in funzione almeno di ciò che avversava. Adesso non solo non sa più cosa vuole ma non sa più neanche cosa “non” vuole. In questi anni l’ho scritto molte volte ma a costo di annoiarvi lo devo ripetere: questo dipende dal fatto che il M5S è totalmente privo di un’ideologia di base, anzi, si dice che sia requisito fondamentale non essere né di destra né di sinistra, che tradotto in italiano significa essere di destra, perché in caso contrario rifuggiresti come la peste questa definizione. La Democrazia non è una specie di continuo sondaggio ma un confronto, altrimenti basterebbe nominare Pagnoncelli presidente del Consiglio. Quale rispetto c’è per gli elettori se poi alle votazioni online non serve neanche essere attivisti o impegnati nei gruppi locali, ma basta essere iscritti a un sito? Quale partecipazione vedete, nella costruzione di regole comuni, se queste votazioni sono fatte secondo le regole dettate da un’azienda, agli orari che decide un’azienda, e da un’esigua quantità di persone scelte (guarda un po’) dalla solita azienda? E chi vi comunica poi i risultati? Sempre la Casaleggio Associati. E allora vi chiedo: il Movimento Cinque Stelle è davvero vostro oppure vi è stato solo fatto credere che lo fosse da una società di comunicazione, il cui controllo peraltro si eredita per successione? Se le vostre mani applaudivano sia quando Grillo spaccava i computer che adesso che li vorrebbe usare per qualsiasi cosa, avete la vostra risposta.

© Ettore Ferrini 




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5 commenti su “C’era una volta il M5S

  • benedetto

    C’è una quantità infinita di cose non corrispondenti al vero in questo post e ragionamenti del tutto illogici. Mi limito solo a sottolineare una enorme insensatezza: al voto su Rousseau hanno partecipato 50.000 persone, ergo attivisti. Non cani e porci come vuol far credere il post. Inoltre Rousseau è controllato dalla Fondazione Rousseau, non dalla società Casaleggio Associati. E qui mi fermo per non perdere altro tempo perchè bastano queste due considerazioni.

  • laPaola

    Riflessione perfetta! Che bello leggere opinioni intelligenti e ben espresse come questa, che smuovono le cellule grigie (almeno a chi ce le ha…). Grazie di cuore