A me Gramellini m’ha sempre fatto caà 1


Gramellini m’ha sempre fatto caà. In tutto ciò che ho letto di suo c’è sempre un sottotesto reazionario, conservatore, basti pensare alla sua posizione sulla maestra antifascista di Torino ma anche al pezzo La cameriera scomparsa in cui racconta dell’annuncio di lavoro di un albergatore al quale secondo lui non avrebbe risposto quasi nessuna e quelle poche che lo hanno fatto pretendendo (udite, udite) di sapere turni, orari o stipendio. Inaudito! Secondo Gramellini, insomma, bisognava buttarcisi a capofitto altrimenti significa che non si è abbastanza disperate, del resto la paga “è in euro e non in sesterzi”. Uh, le risa. Oggi però si è superato.




Il pezzo si intitola “Cappuccetto Rosso” e inizia così: “Ha ragione chi pensa, dice o scrive che la giovane cooperante milanese rapita in Kenya da una banda di somali avrebbe potuto soddisfare le sue smanie d’altruismo in qualche mensa nostrana della Caritas, invece di andare a rischiare la pelle in un villaggio sperduto nel cuore della foresta. Ed è vero che la sua scelta avventata rischia di costare ai contribuenti italiani un corposo riscatto.”
Già qui ci sarebbe da incazzarsi ma il peggio deve ancora arrivare perché questo incipit serve ad entrare poi nel vivo della sua opinione, che in realtà è mascherata da critica verso tutti coloro che hanno insultato o deriso Silvia Romano (come se lui non l’avesse appena fatto) e prosegue con frasi terrificanti tipo: “se tuo figlio è in pericolo di vita, il primo pensiero è di riportarlo a casa, ci sarà tempo dopo per fargli la ramanzina”. Ramanzina? Cioè, noi dovremmo fare la “ramanzina” a una donna di 23 anni, laureata, non nuova ad esperienze di cooperazione internazionale, perché avrebbe scelto di fare la volontaria in Africa invece di aiutare “prima gli italiani” (cit.), che ora si vedono costretti pure a pagare per la sua “smania di altruismo“. In sostanza, secondo Gramellini, chi sta insultando Silvia Romano non sta offendendo una donna coerente e coraggiosa adesso picchiata e minacciata da un’organizzazione terroristica ma una ragazzina stupidina che ha (cito testualmente) “l’energia pura, ingenua e un po’ folle che a quell’età ti spinge ad abbracciare il mondo intero e a illuderti ancora di poterlo cambiare”.
Ecco, io magari non voglio abbracciare il mondo ma la famiglia di questa ragazza sì, perché dovrà difendersi da molti orrori, e non è detto che i peggiori siano in Kenya.

© Ettore Ferrini  

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