Novara, il comune leghista che vieta gli abiti succinti


No, non parliamo degli anni ’20, o almeno non di quelli del ‘900. Accade a Novara, comune leghista, che venga diramato il regolamento di Polizia Urbana e ci si possa leggere di abiti che offendano “il comune senso del pudore“, concetto assai volubile e già ampiamente messo in ridicolo nel noto film di Alberto Sordi oltre 40 anni fa.

 




Mario Paganini, assessore salviniano, spiega che non si tratta di oscurantismo ma di semplice “decoro“, chi stabilirà cosa sia decoroso e cosa non lo sia invece non ci è dato saperlo, probabilmente starà alla sensibilità del vigile urbano dare la caccia alle minigonne oppure agli shorts, a seconda di quanto ne resti turbato. E non è finita, al punto H, come vedete nell’estratto qui sopra, si specifica che le mutandine non si possono neanche stendere fuori dalla finestra, si sa mai che qualcuno si ecciti troppo.
Fra gli altri deliri contenuti nell’ordinanza del comune di Novara ci sono pure il divieto di legare le biciclette ai pali, il sostare in gruppo di fronte ai locali pubblici, la vendita di bevande nei contenitori di vetro e perfino il bere alcolici in luoghi pubblici. Insomma un regolamento in netto contrasto con quello che la Lega definisce “estremismo islamico”, per niente bigotto e di grande progressismo. Qualcuno parla di medioevo ma ma secondo me è ottimista, quella fu un’epoca di grandi viaggi, un nome su tutti Marco Polo ma  anche i vichinghi oppure le nostre repubbliche marinare che portarono importanti contaminazioni, fusioni culturali. Questi qua son più pericolosi, questi hanno il terrore di uscire in cortile e vogliono una società chiusa, blindata, piena di regole e gendarmi pronti a farle rispettare. Svegliamoci prima che sia troppo tardi.

Ettore Ferrini

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