Ma la sinistra dov’è? 1


Siete così sicuri che esista ancora un elettorato di sinistra? Posto che il decreto Minniti, l’aumento della soglia sull’uso del contante, le norme sulla legittima difesa, la voluntary disclosure e tutte le altre porcate dell’ultima legislatura fossero misure palesemente di destra,  allora perché tanti voti dal PD sono confluiti nel M5S o nella Lega? Eppure i partiti da votare c’erano e, grazie al nostro sistema elettorale, erano anche tanti. Quella che siamo abituati a definire Sinistra, infatti, è sempre stata composta da molte anime ma due sono quelle principali: quella di lotta, intransigente verso il capitalismo/liberismo e una più pragmatica, disposta al compromesso pur di governare. In altri paesi, complici sistemi ipermaggioritari, queste due entità sono costrette a convivere per non scomparire, così accade – per esempio – che un Corbyn si alterni a un Blair ma il partito rimanga lo stesso per oltre un secolo, in Italia invece essendoci maggiore libertà grazie al proporzionale si favorisce la rappresentanza e la pluralità di pensiero, e dunque la frammentazione. Così nascono Liberi e Uguali, Potere al Popolo, il Partito Comunista di Rizzo, la Sinistra Rivoluzionaria di Bellotti e così via. E di fronte a questa vastità di programmi, facce, idee, progetti, tutti in area socialdemocratica, cosa vanno a votare i delusi dalla politica renziana? Di Maio e Salvini, i due partiti che meglio rappresentano la destra radicale, sovranista e xenofoba, lasciando tutta la sinistra fuori dal parlamento eccezion fatta per il partito di Bersani e D’Alema, che per inciso son quelli delle liberalizzazioni e della bicamerale, quindi non so quanto liberi ma di certo uguali (al PD).




Siamo un Paese di destra? Sì. E lo siamo perché fondamentalmente siamo un paese di ignoranti, che non riesce a formulare pensieri lunghi, che vuole soluzioni immediate e senza sforzo. Ma allora perché un tempo il Partito Comunista era così forte? Per la stessa ragione: perché dava risposte semplici a domande complesse, e lo poteva fare perché in quella società la linea di demarcazione fra borghesia e proletariato era netta, nitida. L’elettorato del P.C.I. non era un’élite di intellettuali, era composto da operai e casalinghe che volevano il figlio dottore. Oggi la classe operaia, che nel frattempo si è drasticamente ridimensionata, ha le stesse istanze ma è rappresentata perlopiù da stranieri mentre gli italiani oltre al figlio dottore hanno già anche il nipote avvocato ma urlano sui social che non ce n’è abbastanza per tutti, che non s’arriva alla fine del mese, digitandolo da un telefono che da solo vale il PIL della Somalia. Questa gente, tanta, oggi è ben rappresentata da questo governo, che parla di flat tax, di respingimenti, di censimenti etnici, di condoni fiscali, che ha messo agli interni il segretario d’un partito che nasconde soldi e diamanti rubati. Ma insomma, Ferrini, gli elettori di sinistra esistono ancora? Sì, probabilmente sì, sono pochi, minoritari come sono sempre stati, ma ci sono e gran parte di loro alle ultime elezioni è rimasto a casa. E non potete certo biasimarli perché han fatto meno danni di voi.

Ettore Ferrini

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Un commento su “Ma la sinistra dov’è?

  • Mary

    La sensazione di una persona di sinistra che certamente ha ancora qualche sogno, ideale, una cultura e una sensibilità diverse, è quella di sentirsi accerchiata, sola, incompresa in senso etimologico, e purtroppo, a meno che non cambino paradigmi culturali sarà sempre così. Essere di sinistra è una maledizione, la più bella però…